di Ida Mastromarino
Libro MANUALI E CORSI 232 pagine
Copertina Morbida - Formato 21x29,7 - bianco e nero
Introduzione
La comunicazione audiovisiva è influenzata da fattori intimamente connessi con la natura stessa dell’essere umano, di cui abbiamo disimparato l’importanza. Il modo in cui si percepisce la realtà che ci circonda, non è condizionato solo dalle caratteristiche fisiche dell’occhio, diverse da quelle di un qualsiasi apparecchio di ripresa, ma anche dal funzionamento della mente umana che produce spontaneamente immagini mentali. Spesso poi, ciò che crediamo di vedere subisce l’influsso di ricordi, abitudini mentali, proiezioni psichiche, emozioni o complessi, perlopiù inconsci.
Altrettanto inconsapevolmente percepiamo i segnali non verbali, come la postura, la mimica, lo sguardo e i movimenti nello spazio, che, proprio come su un palcoscenico, disegnano significati di intimità, sfera personale, spazio reale, infinito. E infiniti sono i meccanismi di fascinazione dell’immagine, attraverso cui il reale e l’immaginario, si intrecciano nella psiche umana.
Il linguaggio delle immagini è istintivo in ogni essere umano, ma l’educazione tradizionale spesso lo ignora, inaridendosi sugli aspetti logici, razionali, deduttivi, materiali, gli unici ritenuti importanti, in una società maschile, che ha bollato l’altro modo, intuitivo, induttivo, come irrazionale, femminile, “inferiore”. Con il risultato di eliminare dalla consapevolezza, una parte straordinariamente importante della natura di ogni essere umano, uomo o donna che sia.
Gli studi sulla memoria e sulla creatività dimostrano che l’inconscio non comprende il metodo logico (di precetti e morali), perchè parla un’altra lingua, irrazionale, intuitiva, fantasiosa, paradossale. Percepisce gli altri attraverso il filtro della propria psiche (paure, complessi, fobie) e delle impressioni variopinte dei sensi, coglie le emozioni nel linguaggio del corpo, dà un significato al modo di occupare lo spazio e, attratto continuamente da mille stimoli, produce e proietta spontaneamente immagini.
La tecnica nasce da questa conoscenza arcaica: le sue radici affondano nella scienza ottica di Aristotele e nell’illusionismo delle ombre del Mito della Caverna di Platone. L‘invenzione rimbalza tra scienziati e maghi, che scoprono nuovi trucchi e, nel tempo, codificano un sistema di regole.
In piena rivoluzione digitale e civiltà dell’immagine, paradossalmente, i saperi sono stati così parcellizzati nei singoli “specialismi”, da far proliferare un tecnicismo arido, in cui si perdono le radici, i perché profondi di una certa regola. Scopo di questo libro è svolgere un’azione divergente, unificare cioè le conoscenze in una visione multi-disciplinare, seguendo il filo di Arianna di antiche e moderne acquisizioni di sapere sulla psiche umana. La tecnica, così, riacquista spessore e senso e ci guida, con nuovi occhi, alla scoperta dell’universo.
La rivoluzione digitale fa crollare l’universo “analogico” industriale, fondato sulla rigida divisione dei ruoli professionali, dove tutti stanno ben attenti a non svelare i propri segreti, imparati in anni di gavetta, e rispondono “ruba con gli occhi” alle domande dei neofiti. In una vecchia intervista televisiva, alla domanda “Lei è favorevole all’emersione di giovani registi?”, Federico Fellini risponde: “Certo che no… perché dovrei crearmi dei pericolosi concorrenti…?!”.
La rivoluzione digitale mette uno strumento di ripresa in mano a tutti, ma non basta saper spingere un bottone per parlare bene una lingua e tutto il sapere accumulato nel tempo, rischia di perdersi, o di restare nelle mani dei pochi che ne conoscono il potere.
Le grandi potenzialità dei mezzi digitali riportano alla creatività del cinema delle origini, a prima che l’industria stabilisse le sue regole produttive, e rimette l’opera nelle mani di un unico creatore. Ecco perchè è importante formare figure poliedriche, preparate in modo completo. Per alunni e docenti, il manuale compendia le molte discipline da conoscere oggi per essere nel flusso della rivoluzione digitale, o per deviarne artisticamente, sempre assegnando il giusto peso alla responsabilità etica e sociale di chi crea immagini, un flusso costante, alimentato da una corrente invisibile di interessi economici, che condiziona la vita di tutti.
La mia trentennale esperienza di regista, giornalista, autrice, mi porta a riflessioni sull’attualità che trovano conferme su vecchi e nuovi testi, ma senza gli anni d’insegnamento, e il rapporto diretto con i ragazzi, questo libro non sarebbe mai nato: senza le riflessioni e le emozioni condivise, la sintesi di varie discipline a me care, non si sarebbe compiuta.
Perciò mi auguro che in queste pagine essi trovino anche uno strumento per comprendere meglio la realtà in cui vivono e che - carichi come sono, di marchi da indossare “per esistere”, di onnipresenti aggeggi digitali, di ritmi di vita che distruggono la capacità di fermarsi - possano invece osservare la realtà, mantenere la concentrazione, ricordare ciò che hanno visto.
Allo spettatore coraggioso, che si addentri nell’ideale percorso circolare che sbuca nella Caverna Platonica, per diventare consapevole dei propri condizionamenti, “La lingua segreta delle immagini” non fornisce soluzioni o ricette, piuttosto indica un percorso di auto-conoscenza.
Le tecniche fotografiche e audiovisive insegnano che la vita è fatta di momenti magici da cogliere con uno scatto, di “qui e ora” da ricreare nello spazio-tempo di un film. L’essenza delle regole di tutte le arti, è la medesima: diventare consapevoli di se stessi e delle infinite sfaccettature della realtà, attraverso l’uso delle tecniche visive. L’attenzione al presente, svela le illusioni e le proiezioni della mente, e spalanca le porte su una dimensione espressiva più alta.
È questa l’impresa difficile, che trasforma in Artista chi la compie.
Fuerteventura, agosto 2009
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